«Più che cercare il linguaggio delle storie, m'interessa il linguaggio da usare per le storie.»
«Mi interessano le storie potenti, di denuncia, quelle che agiscono (o almeno ce la mettono tutta per farlo) sull'immaginario, e quindi sulle relazioni, sulle categorie interpretative della vita, e sulla vita stessa.»
«Ho cercato di dar voce a quell'Io che prevalentemente si esprime al suo meglio o al suo peggio, a seconda dei casi, di fronte agli eventi che personalmente ritengo più incisivi nella vita dei miei personaggi, e cioè: l'amore, la morte, la fede, il tradimento, mettendoli uno per uno in una giostra continua che riporta sempre al punto di partenza, con le stesse domande di sempre e senza mai pretendere di trovare al riguardo una risposta certa, che ovviamente ritengo non esista».
Il sogno dello spazio siderale fino al 26 febbraio 2012 al Castello di Rivoli.